lunedì 11 gennaio 2010

(5) C'era un gigante.128/156


Pietro Nenni Segretario PSI

fu di quel Pietro, sempre di Faenza
che masticò le delusioni amare


C'era un gigante, un gigante buono,
a sentir lui spaccava tutti e tutto,
bocca tonante, fabbrica di tuono,
in quella prova se la fece sotto.
Il giorno in casa, stando sempre all'erta,
ad ogni scossa un grido: -E teremoooott!-
e quando a sera, ognun la sua coperta,
Cecco gridava: - O riva, o riva e mot!- (136)

Mia nonna muta, mamma stralunata,
mio padre calmo, ci faceva veglia,
quando l'ombra del sonno era calata
tornava a casa ad aspettar la sveglia.
Allora conobbi in mio padre il saggio
che è indifferente ai comuni umori,
si che lo vidi eroe, pien di coraggio,
senza schernire chi restava fuori. (144)

Lui credeva in Bendandi lo scienziato
che per le sue funeste previsioni
da Mussolini venne minacciato;
( dittatore non accetta ragioni)
Il faentino sentenziò assestamento
e assestamento fu perché scemando
il fenomeno andò sino al momento
che il senno ritornò, sparì lo sbando. (152)

Fu socialista mio padre e l'influenza
per la sua fede, per il suo pensare,
gli veniva da quel Pietro,  di Faenza, 
che masticò le delusioni amare. (156)

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