lunedì 11 gennaio 2010

(6) CAPITOLO SECONDO

Ah! quale immensa gioia la mattina...


CAPITOLO SECONDO
Quando ricordo quella primavera
com'è lontano il tempo, sembra un sogno,
e ora che il sole scende verso sera
rallegra il cuor rinnovellar quel regno;
regno con orchi, con Gatto Mammone,
regno di fate, di Capra Ferrata,
calza di nonna messa a penzolone
per ritrovarla piena, caricata. (164)

Ah! Quale immensa gioia la mattina
sul letto sfatto, messo a cavalcioni,
vuotar la calza, empire la terrina
d'umili, attesi, misteriosi doni.
ecco un arancio poi ecco un mandarino,
ahimè! Peccato c'è pure il carbone,
evviva! Evviva! C'è un cioccolatino,
e si rideva con soddisfazione. (172)

La liquerizia, ahimè una cipolla,
-Beh! Fa comodo - diceva la mamma,
ancor fichi secchi, una caramella,
se gode il cuor d'amor arde la fiamma.
Gioie sepolte dal pesar degli anni
che lo scavar si tenta con la mente,
rivedo al greto stesi i bianchi panni,
il saltellar di limpida corrente, (180)

il rotolarsi nei prati a capriole
e, quando si slegavan le campane
farsi una croce agli occhi con le viole,
diapositive d'immagini lontane.
Barattoli lanciati col carburo
(e noi accorti per evitare danno)
volavano alti più dell'alto muro;
ora sepolti, chissà dove stanno?   188

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