e vincitor pur vide quel Fiorenzoche affrontando discese a capofitto
tra forza e volontà mise coraggio.
Fausto e Gino, la volontà e la forza,
rivalità, agonismo, l'aspri duelli,
fiamme che il tempo col passar non smorza,
l'odio, l'amore, nemici e fratelli.
Non esistendo la televisione
la "settimana INCOM" unica fonte
ci proiettava l'un l'altro campione
in solitudine a scalare un monte (554)
o al Vigorelli con i fiori in mano
a raccogliere quell'ultimo trionfo
del giro che partiva da Milano
e vincitor pur vide quel Fiorenzo
che affrontando discese a capofitto
tra forza e volontà mise coraggio,
entrò in sportiva storia di diritto
con favola, facendo lungo viaggio. (562)
Un giorno per il giro di Romagna
salimmo tutti quanti su un cassone,
ci portò al Trebbio, premio di montagna;
mai dimenticherò quell'emozione.
In cima al Trebbio è assai buona la vista
perché un miglio di strada agli occhi t'apre,
ora asfaltata ma in quei tempi pista,
però salita più importante copre, (570)
fattasi questa, cento metri prima
d'arrivare là sotto lo striscione
riappare dritta fino sulla cima
e su quel punto stemmo in posizione
ad aspettare impazienti il passaggio.
Avremmo visto i nostri eroi in volto,
più non sarebbe rimasto un miraggio,
infatti quel ricordo più s'è sciolto. (578)
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