lunedì 11 gennaio 2010

(9) Dopo una sosta..259/294


radenti felci da sembrar tappeto



Dopo una sosta a godere l'azione
e, soddisfatti per la sua scoperta,
riprese a camminar la spedizione
senza che peso ci arrecasse l'erta
fin che raggiunto l'antico castello,
ristorati sotto le fresche fronde
si colser forche di quel sanguinello
che s'adoprava per costruir fionde. (266)

S'apriva all'abetina la radura,
tale bosco così arcano ed immenso
dentro il cuore ci riempiva di paura
ma desiderio c'invadeva intenso,
di penetrarlo, scoprirne il mistero,
e se favola ancor mente nutriva,
fatto coraggio imboccammo il sentiero
per arrivar dove il sol non arriva. (274)

Quell'incanto per noi fu senza pari,
radenti felci da sembrar tappeto,
di resina profumo empì le nari,
meraviglioso, silvestre segreto
si svelò agli occhi, era timor fuggito
e l'atmosfera ci prese a tal punto
che si decise di sceglier quel sito
per costruirvi sopra l'accampamento. (282)

Raccogliemmo dei rami, paglia, canne,
Ricciolino piantò su la bandiera,
cominciammo a piantar su due capanne,
eran finite quando giunse sera.
Tornammo a casa soddisfatti, stanchi,
c'era stata gran maestra la natura,
senza libri di testo, senza banchi;
si distendeva all'ombra la radura
dell'abetina non più misteriosa,
il sole dietro ad essa si scioglieva
tingendo il ciel d'arancio poi di rosa
mentre brezza gradita si muoveva. (294)

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