venerdì 7 maggio 2010

Sia l'amore il. 3511/3562

Te lo ricordi quando scalzo andavi
nella campagna, in strade senza asfalto,
quando all'aratro i bovi li guidavi
e alla polenta si dava l'assalto




Sia dell'amore il tuo primo strumento,
di quell'amore che anche te ha scaldato
fin dal primo vagito, e non s'è spento
ne, in tanto tempo, non ha mai stonato.
Potrà sembrar banale la menzione
eppure quante spinte troverai
che portano in tutt'altra direzione;
canzon d'amore non stonerà mai,
basta non s'accompagni al tornaconto
perché allora è l'armonia che salta,
l'ingordigia all'amore non fa sconto,
lo distrugge, lo brucia, lo ribalta, (3522)
l'avidità fa chiuder la dispensa
e se c'è l'abbondanza pur la spreca
piuttosto c'altri siedano alla mensa;
l'umanità sta diventando cieca.

Te lo ricordi quando scalzo andavi
nella campagna, in strade senza asfalto,
quando all'aratro i bovi li guidavi
e, alla polenta si dava l'assalto,
senza la luce in casa, e, nel paese
ancor mancava l'acqua, la ramina
in fontanella fuori, senza spese,
a più riprese andava pellegrina,
e i panni si lavavano nel fiume,
e il latte, la mattina il contadino
bussava prima che facesse lume
vuotando in una tazza il misurino. (3538)

Quei tempi a immaginare un africano
si sentiva la miseria e pur la fame,
e, il nostro stato, può sembrare strano,
messo a confronto non era poi infame.
Per vedere un nero od un cinese
dovevi andare al cinema, pertanto,
ognuno se ne stava al suo paese,
chi digiunava, chi mangiava tanto;
ma il morso della fame è assai feroce
e chi lo prova, se lo può scampare
rischia persino di finire in croce;
guai per lui la rinuncia di sperare. (3550)

Or, che siamo sazi e ben pasciuti,
che abbiam scordato il tempo dell'aringa,
abbiam timore di nuovi venuti
e su di questi c'è chi fa l'arringa;
eccolo il tornaconto uscito fuori
per meschini interessi di bottega
si condannan gli intrusi ché i valori
mettono a repentaglio, ci si nega
pur d'umani diritti la pietade
mentre loschi figuri sono pronti
a sparpagliar su d'illegali strade
quegli esseri pe i loro tornaconti. (3562)

Insister pe giocar..3455/3510

e tu, al caldo con il nipotino,
racconti le tue favole vissute,
quegli occhioni pieni di meraviglia,
fiori di vita, specchio di salute
.............................................




Insister per giocar lo so, non serve,
ma la partita non finisce, in campo
già sono pronte sono a entrare le riserve,
sangue del sangue mio, lo stesso stampo,
l'inverno sarà lungo, sarà breve,
cosa t'importa quando c'è un camino
se fuori gela o scende giù la neve?
e tu, al caldo con il nipotino
racconti le tue favole vissute,
quegli occhioni pieni di meraviglia,
fiori di vita, specchio di salute
sono incantati e non battono ciglia (3466)
sognano orchi, fate, re e regine,
draghi cattivi, belle principesse,
quel mondo tuo è diventato un cine
tu il regista che la trama tesse,
e mentre ammiri quelle creature
gioisci, speri e pur tremi per loro,
centro di attenzioni e mille cure
della continuità capolavoro. (3474)

Gioisci perché sai che primavera
per loro brillerà sicuramente
finché innocenza brillerà sincera
la primavera resterà fiorente.
Anche tu raccogliesti la fragranza,
il profumo,la brezza, quei colori
della dolce stagione, l'importanza
la scopristi più tardi, come i fiori
che nel giardin s'apprestano a fiorire
e, dal bacio del sole inebriati,
godono del calor pur di morire
donando il cuore a quei raggi infuocati; (3486)

e speri che raggiungano l'estate
per raccogliere i frutti saporosi
della vita, delizie prelibate
consolazione per i tempi uggiosi
che comunque verranno quando il viaggio,
come d'auspico, giungerà lontano,
allor chissà se pur debole un raggio
ancor vivrà di te? Ah! Dubbio arcano. (3494)

I germogli ci sono del tuo seme,
le gioie, le speranze,anche i timori
allora godi, speri e tremi insieme,
sai che la gioia è sposa dei dolori;
vorresti costruirgli una corazza,
un bunker per difesa se potessi, (3500)
non serve esagerar, basta una guazza
a dissetar l'erbetta. Son gli stessi
gli strumenti da usar che hai tu suonato
in quella appassionante sinfonia
col tempo allegro, a volte sincopato,
altre con deliziosa melodia;
ancora dell'"eroica" non è il tempo,
sì, verrà, ma non saremo noi
a spinger per scavar la fossa in campo
certi che ci sarà; vuoi o non vuoi. (3510)

mercoledì 5 maggio 2010

CAPITOLO VENTITRE II

Son tempi tristi, sono giorni cupi,
il cielo è un soffitto di cemento,
sono tornati ad ululare i lupi,
ecco l'ultimo inverno, si! Lo sento!



CAPITOLO VENTITREESIMO

LIBRO SECONDO

Le banche che han l'acquisto favorito
per farsi casa, or che la crisi morde,
col reddito di molto dimagrito,
tante famiglie son messe alle corde
da non potere onorar gli impegni
così, senza pietà buttate fuori
da chi solo il danaro par che regni
alla ricerca d'altri compratori;
ma per comprare serve la moneta,
se questa non c'è più chi su lei campa
finisce di campar, questo gli vieta
di continuar speculativa rampa. (3418)

Se non si campa vuol dir che si muore,
quando a morir si tratta di un cristiano
la sua famiglia cade nel dolore,
il resto è indifferente, questo è umano,
ma se muore una banca, quanti sono
a perder tutti i beni di una vita?
I sogni, i risparmi, il dolce suono
della speranza violata e tradita.
Mentre vola della miseria il truce
feroce spettro, ti monta la rabbia,
veder colui che la crisi produce
restar con l'oro e non andare in gabbia. (3430)

Quando fallisce un'azienda è sempre triste
per chi la guida e per chi ci lavora,
però se intorno il mercato resiste
la cosa piano piano si svapora,
ma se a fallir cominciano le banche
le borse vanno in tilt, ed il mercato
incomincia a impazzir, non ci son zanche
per impedire che venga spallato,
ecco allor la fragilità del mondo
esplodere improvvisa, inaspettata,
trascinar tutti con se nel profondo
nel buco nero, cloaca dannata. (3442)

Son tempi tristi, sono giorni cupi,
il cielo è un soffitto di cemento,
sono tornati ad ululare i lupi
ecco l'ultimo inverno, sì! Lo sento!
Lo sento dalle membra pigre e stanche
dell'ossa che si abituano al dolore,
non c'è più forza per lottar, neanche
per riveder di primavera il fiore,
eppur non sono triste, son sereno,
so che verrà la notte della vita
ad invitarmi a scendere dal treno,
a smetter di giocare la partita. (3454)


lunedì 3 maggio 2010

No global, No Dal.. 3351/3406

Pur di realizzar l'umano sogno
d'aver 'na casa propria , p'accasarsi,
ipotecando la vita al bisogno
schiave d'eterni mutui...........







No global, No Dal Molin, No Nucleare,
No TAV, No Ponte, No alle autostrade,
soltanto con i No puoi governare?
Con troppi inciampi sovente si cade!
Ecco l'amaro frutto del progresso,
quell'illusione che ha svuotato i cuori
con la facil promessa del successo;
l'accumular il solo dei valori;
allor per arrivar s'usa ogni mezzo
pur calpestando d'altri il cheto andare
senza rispetto, a tutto si dà un prezzo
tutto si vuole se si può pagare. (3362)

La prevaricazion pur si sopporta
quando il potente abusa del potere
ognun sperando d'assaggiar la torta,
esser non conta più; conta l'avere.........9100
così, l'aver che spinge i disonesti,
pur d'arrivare, ad azioni losche
(ma già in antichità c'erano questi
e, novità pur non sono le cosche)
or, spinto ha le famiglie a indebitarsi
pur di realizzar l'umano sogno
d'aver 'na casa propria, p'accasarsi
ipotecando la vita al bisogno ......... (3374)
schiave d'eterni mutui, incatenate
con le loro mani ad un perenne
infinito pagar come dannati
forzati a guadagnar, non poter spenne
se non dopo l'aver mutuo onorato,
allor per fare il passo almeno in coppia
si può azzardar e pur non è scontato
che ciò possa bastar, è qui che scoppia
il disastro del divenir precari;
la prospettiva ormai non è più certa
che possan rientrar sempre i danari
e già la crisi ha ridotto l'offerta, (3386)

chi ha finanziato si tutela; questo
può portare a sequestrarti il bene
se non puoi più pagar, non c'è pretesto
che ti possa slegare le catene.
Se fino ad oggi il rischio è stato lieve
perché troppe le garanzie richieste
ché con fatica il mutuo si riceve,
perciò le crisi ancor sono modeste.
Cosa diversa per gli americani,
il liberismo molto generoso
ha finanziato mutui a piene mani
ma il pallone troppo gonfio è esploso. (3398)

Quella finanza che dirige il mondo
puntando sol sulla speculazione

senz'avere sostanza, è andata a fondo
portando tanti alla disperazione;
banche fallite, titoli crollati,
perdita totale dei risparmi,
lavori persi, poi disoccupati,
una gran guerra senza usare armi. (3406)

Rotta la briglia..3291/3350

gente immorale, che non fa mistero
d'aver più mogli, amanti, concubine,
in prima fila per compiacere il clero,
e il clero ha benedetto le moine.




Rotta la briglia, chi cantò vittoria
s'incomincia a pentire e tenta invano
d'arginare la piena, la baldoria
buttava fumo sopra il Vaticano,
allora ecco scendere i crociati
per riportare la virtù perduta,
vescovi e preti dietro i deputati;
tra fedeli un con l'altro ci si aiuta!
E quell'istituzione tanto cara,
quella famiglia caduta in disuso
si reclamò con tanto di fanfara;
- Ogni altra union sarà palese abuso!- (3302)

Oltre ai celibi per lor vocazione,
gente cui la famiglia vien negata
per aver scelto quella istituzione,
a comandare la carnevalata
gente immorale che non fa mistero
d'aver più mogli, amanti, concubine,
in prima fila a compiacere il clero,
e il clero ha benedetto le moine.
Altri, alzando i crocefissi al cielo,
un "matrimonio celtico" alle spalle,
a dimostrare, con astioso zelo:
- Stranieri e gay, fora dalle balle!- (3314)

La destra è sempre stata solidale
e, verso il Vaticano sempre prona,
non si domanda se fa bene o male
quello che conta è tenere la poltrona.,
ora che la poltrona aveva perso,
anche se per poco, spodestata;
sempre cattolico Prodi, ma diverso,
religioso ma non per la crociata,
con quel tentativo di apertura
alle "coppie di fatto" non sposate,
fu per la Chiesa una vera sciagura
da contrastar pur con le barricate (3326)

e, la sinistra, (per modo di dire)
da sempre abituata a farsi male,
con infiltrati già pronti a tradire,
tra i suoi trovò chi fece "carnevale"
così Mastella assieme a Berlusconi
ancora prima di sfasciare tutto,
di cristiane virtù degni campioni
pronti col cesto a cogliere il frutto
di clerical bigotta compagnia,
e, la "sinistra" debole e precaria
per non voler cantar l'Ave Maria
già corse il rischio di saltar per aria. (3338)

La sinistra "quell'altra" intanto in piazza
scendeva a protestar contro il governo
di cui faceva parte; che era pazza?
Sostener l'operai non è moderno
anche se questo è scritto sul programma,
si deve rinviar, perché minaccia
Dini la crisi; questo il vero dramma
della sinistra; sono i voltafaccia.
E' tutta colpa dei voltagabbana?
No!!! E' la sinistra che si è smarrita!
Correndo dietro ad ogni campana
la gente sua non l'ha più capita. (3350)

mercoledì 28 aprile 2010

CAPITOLO VENTIDUE II

mentre tra le macerie gli sciacalli
non perdon tempo ad impinguar bottino,
verso il burrone corrono i cavalli
senza più freno, senza più fantino.




CAPITOLO VENTIDUESIMO

LIBRO SECONDO

Per far crollare la gloriosa rocca
hanno sparato in tanti sul bersaglio
or che è giunto l'inverno ormai ci tocca
chiuderci dentro e metterci il bavaglio
Han messo al rogo le ideologie,
quelle che alimentavan la speranza
verso il futuro per diverse vie;
nel buio più totale ora s'avanza.
Hanno colpito al cuore il sindacato
minato dal di dentro e dal di fuori,
da destra, da sinistra circondato
ha perso sempre più lavoratori. (3254)

E quanti allora a cantare vittoria,
gli industriali, i capitalisti,
i liberisti, tutti a far baldoria,
basta paletti, basta! Repulisti!
La flessibilità grande conquista,
il vecchio posto fisso una iattura,
la società deve esser liberista,
basta coi vincoli; nella spazzatura!
Il libero mercato senza freno
con la precarietà che è sua sorella,
ovunque ha seminato il suo veleno,
il solidale ovunque si cancella; (3266)

la sanità? Ognuno se la paghi!
Basta con la gestione dello stato
nei trasporti, basta con gli svaghi
del pubblico; avanti col privato!
Se si raccomandavan le persone
oggi si raccomandan le famiglie,
eccola qua la gran rivoluzione,
si fa la botte, si rompon le bottiglie,
così ci troveremo tanti cocci
e già qualcuno ne paventa il rischio
preoccupato che tanti "bambocci"
d'indipendenza non sentano il fischio.3278)

- Le ferrovie, le Poste, ogni servizio,
l'acqua, il gas, persino l'energia,
col privato vedrai! Ogni esercizio
sarà tutta efficienza e fantasia!-
E scava e scava, l'edificio crolla,
trascinando con se nei calcinacci
tutti i vecchi valori, già si scolla
il matrimonio, andato per stracci;
mentre tra le macerie gli sciacalli
non perdon tempo ad impinguar bottino,
verso il burrone corrono i cavalli
senza più freno, senza più fantino. (3290)

martedì 20 aprile 2010

Or, diciannove morti ..3171

perché gli imbonitori, i Dulcamara,
quegli affabulatori così forti
non son mai stati,.......................




Or, diciannove morti sono tanti,
morti innocenti che non hanno colpa,
ma quale colpa hanno gli abitanti?
Si spezza l'ossa a chi non ha più polpa!
Eppur di tanti che là sono morti
in questa guerra che non ha mai fine
quanti di noi ce n'eravamo accorti
che eran d'umani le carneficine
puntualmente aggiornate ad ogni sera?
- Sette marines questa settimana;
sono seicento dalla primavera! -
Notizia tra la nera e la mondana, (3182)
gli inglesi poi fanno meno rumore
sebbene che anche lì ne cadan molti,
ormai ci si centellina il dolore,
ognuno lo gestisce con gli ascolti,
degli iracheni poi non si da conto,
cento, duecento, mille, chi sa quanti,
la dittatura sarà anche al tramonto
ma a tramontar son pure gli abitanti! (3190)

Abbiamo visto lacrime in diretta
ma quante che ci vengono negate,
ogni soldato a casa ha chi lo aspetta,
tutte le madri sono disperate
siano esse inglesi od americane,
e, quando son le vittime civili
cosa importa siano arabe o cristiane,
i responsabili ancor sono più vili,
per questo, ritornando nello spazio
ad ammirare il globo bianco-azzurro
impossibile par che tanto strazio
sopporti l'uomo, dal cuore di burro. (3202)

Uomo, da che esisti non ai pace,
persino il Padreterno hai messo in croce
eppur, vette sublimi sei capace
di raggiungere pur con sforzo atroce.
L'ambizione, la voglia di potenza
nutre l'istinto di sopraffazione
quasi ch'eterna fosse l'esistenza;
l'uomo sovente fugge la ragione
per meschini interessi di bottega,
si pensa a coltivare il proprio orto
senza curarsi di colui che annega,
si spara ai vivi cancellando il morto (3214)
quando questi ricorda ai criminali
che sempre c'è qualcun che non s'arrende,

che ancora l'utopia degli ideali
resiste alle ingiustizie e ancor s'offende
se s'accomuna il disonesto al giusto;
si fan sempre più labili i confini
tra verità e menzogna si che frusto
colui che abituato era agli inchini
e, per gli abusi fu messo alla sbarra
da una giustizia onesta e coraggiosa
trova sodali che fanno gazzarra
per continuare a far la stessa cosa,
e i disonesti trovano gli appoggi,
anzi c'è chi li porta in parlamento,
così che i disonesti fan le leggi
e chi li condannò stia bene attento ( 3230)

perché gli imbonitori, i Dulcamara,
quegli affabulatori così forti
non son mai stati, e risulta chiara
la riabilitazion per chi ebbe "torti";
così, di revisione in revisione
si tenta di cambiare anche la storia,
si dà l'assalto alla costituzione,
lobotomizzando la memoria
di chi con sforzo vuol tenerla viva
che resistere è una grande fatica,;
sempre più debole, meno combattiva
voce al poter che non risulti amica. (3242)